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[15/05/2012]

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Feste e Sagre della Sardegna - Carnevale



Carnevale


Località: Bosa (OR)



Periodo: CarnevaleData: giovedì e martedì grasso

Contatti
tel: 0785 373114
I camping a Bosa (OR)Google Map

Descrizione

È un antico carnevale (“karrasegare”) particolarmente coinvolgente, che ha sempre avuto carattere di spontaneità popolare; fin dal ‘500 vennero emessi decreti volti a limitarne gli eccessi. Per tradizione, a Bosa, il carnevale inizia già a Capodanno, ma il culmine della festa si raggiunge nella settimana che precede il giovedì grasso, chiamata “laldaggiolu”. Gruppi di maschere e di musicanti si recano nelle case delle persone più in vista e cantano loro i “muttettos”, composizioni satiriche e salaci; coloro che vengono presi in giro accettano di buon grado, e donano ai gruppi cibi e vini che serviranno per il cenone. L’ultimo giorno di carnevale, il martedì grasso, è la giornata più interessante: gli uomini si mascherano da donne a lutto e cantano “attitiddu”, lamenti funebri rivolti al carnevale ormai morente. Dopo il tramonto entrano in scena altri uomini dal volto annerito, che indossano per cappuccio la federa di un cuscino e per mantello un lenzuolo; girano con un lanternino in mano, scherzando fra loro e con i passanti, facendo allusioni al sesso pesanti e dirette alla ricerca del “Giolzi”, simbolo della fine del carnevale che, nelle ultime ore di vita, si ripara nel sesso maschile e femminile: così, la sua ricerca si trasforma in una frenetica caccia sotto le gonne delle ragazze e tra le gambe dei ragazzi. Fino a tarda notte si balla, si canta e si fa baldoria, poi la festa ha termine. È alla tradizione della commedia dell’arte che si rifanno queste pantomime e spettacoli con elementi di licenziosità, che si svolgono in alcuni paesi nel periodo carnevalesco.










Carnevale


Località: Cagliari (CA)



Periodo: CarnevaleData: giovedì, domenica e martedì di carnevale

Contatti
tel: 070 6778470-070 669255 (Ente Provinciale per il Turismo)
Google Map

Descrizione

I cortei carnevaleschi che comprendono alcune maschere tipiche: "sa panettera", "sa viuda", "su gattu" e "su tialu", si chiudono il giorno di martedì grasso dando fuoco a "Ciancioffali", il pupazzo di stracci simbolo del Carnevale.










Carnevale


Località: Ittireddu (SS)



Periodo: CarnevaleData: mercoledì delle Ceneri

Contatti
tel: 079 767623
Google Map

Descrizione

Mercoledì delle Ceneri ovvero "Mercuris de Liscia": è in questa giornata che si celebra in paese uno dei carnevali più allettanti della provincia di Sassari. La sua singolarità risiede nella data in cui viene festeggiato e nel coinvolgimento degli abitanti che sfilano per le strade, mascherati con vecchi vestiti, con il volto annerito dalla fuliggine. Anzi, quella del viso sporco di nero è una delle condizioni per partecipare: chiunque si trovi a transitare per le strade non potrà esimersi dal tingersi. Un'altra particolarità è quella di catturare al laccio e condannare chiunque abbia intenzione di andare a lavorare. Una giornata all'insegna dell'allegria e della festa anche dal punto di vista gastronomico, con l'offerta di un pranzo a base di prodotti tipici.










Carnevale


Località: Ovodda (NU)



Periodo: CarnevaleData: settimana di carnevale

Contatti
tel: 0784 54023
Google Map

Descrizione

Il carnevale di Ovodda richiama grande partecipazione di folla: è il più trasgressivo tra quelli della provincia di Nuoro, si svolge infatti il Mercoledì delle Ceneri, posticipando così di un giorno la fine del carnevale stabilita convenzionalmente il giorno di Martedì Grasso. Secondo un collaudato copione le maschere dipingono il viso di tutti i turisti presenti con la fuliggine ottenuta da pezzi di sughero bruciato, punendo così chi non è mascherato. La manifestazione si conclude con il rogo al quale viene condannato, dopo un sommario e inappellabile processo, il fantoccio di “Don Conte” che, ancora in fiamme, viene scaraventato in un dirupo fra la divertita partecipazione del pubblico.










Carnevale Mamuthones


Località: Mamoiada (NU)



Periodo: CarnevaleData: domenica e martedì di carnevale

Contatti
tel: 0784 56023
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Descrizione

I Mamuthones sono le maschere caratteristiche del luogo, che vestono pesanti pellicce di pecora tipiche dei pastori, hanno il volto coperto da una maschera nera intagliata nel legno di espressione tragica, trattenuta da un fazzoletto da donna sul capo, e sfilano lentamente, a passo ritmato, segnato dal rumore dei pesanti campanacci che portano sulle spalle e di una collana di campanelle e altri sonagli appesa al collo. Quella dei Mamuthones è una cerimonia solenne, di grande impatto, ordinata come una processione, simile ad una danza. I Mamuthones sono attorniati dagli Issokadores: altri uomini che sfilano a volto scoperto, senza campanacci, indossando il costume tradizionale (calzoni e camicie bianche, giubbe rosse, cinture e tracolle di stoffa, stivali e cappelli neri legati con un fazzoletto) e portano nelle mani una grossa corda arrotolata "sa soca" (da cui il nome che significa portatori di soka, un laccio di pelle) con la quale riescono a catturare gli spettatori. Si muovono baldanzosi con passi e salti più agili, poi all'improvviso lanciano la fune e tirano a sé, come prigioniero, qualcuno scelto in mezzo alla folla. Con le loro movenze danno la cadenza alla danza del gruppo. Si è molto discusso sull'interpretazione di queste maschere, delle quali in realtà non si conosce con precisione l'origine e il significato nascosto. Forse rappresentano, secondo la tradizione antica, i prigionieri saraceni catturati in una battaglia tra Sardi e Mori: i Sardi vittoriosi sarebbero qui gli Issokadores che, con i loro lacci, prendono in giro i Mamuthones prigionieri. Più in senso lato, si tratta di una rappresentazione dualistica: i Mamuthones sono le figure negative, le forze naturali allo stato brado, gli istinti selvaggi; gli Issokadores sono invece le figure positive, solari, portatrici di legge e ordine, che imbrigliano con le loro corde e tengono a bada le forze caotiche. La cerimonia si svolge nel centro del paese. Il giorno culminante è il martedì grasso, quando sfilano i carri allegorici; i Mamuthones e gli Issokadores si esibiscono dalle tre del pomeriggio fino a mezzanotte. Durante la festa le donne e gli anziani cuociono in grandi pentoloni fave e lardo, che poi saranno distribuiti insieme ad un bicchiere di vino; in piazza si canta e si balla.










Carnevale Merdules


Località: Ottana (NU)



Periodo: CarnevaleData: giovedì, domenica e martedì di carnevale

Contatti
tel: 0784 75623
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Descrizione

Il carnevale è animato dalle maschere caratteristiche del paese che sono i "Sos Boes" (zoomorfe) e i "Sos Merdules" (antropomorfe); sfilano appaiate, in grande numero e nel loro insieme rappresentano il mondo contadino. Sos Boes sono tenuti con delle funi che ne limitano i movimenti; i figuranti ne accentuano le sembianze animalesche con forti rumori della bocca e coprendosi il volto con maschere di legno, finemente lavorate, riproducenti teste di buoi, asini, capre e maiali. Le sarabande che propongono rappresentano un rituale sacrificale che rimanda alle antiche religioni misteriche dionisiache. Altro interessante personaggio è "Sa Filonzana" (la filatrice) che simboleggia "sa mala sorte": recidendo il filo di lana, che avvolge nel fuso, decide la sorte di chi le manca di rispetto; quest'ultima maschera è un'evidente trasposizione dell'antico mito greco delle Moire (per i romani le Parche), divinità del destino umano: Cloto filava il filo della vita, Lachesi lo misurava, Atropo lo spezzava.










Carnevale Sos Thurpos


Località: Orotelli (NU)



Periodo: CarnevaleData: giovedì, domenica e martedì di carnevale

Contatti
tel: 0784 79820
Google Map

Descrizione

Sfilata delle maschere tipiche del luogo che sono i "Sos Thurpos" (i ciechi): rappresentano l'antica maschera orotellese, vestita con un pesante cappotto d'orbace (lana sarda), il viso annerito dalla fuliggine e un pesante fardello di campanacci. Seguono altre maschere spontanee, carri allegorici e l'offerta di dolci tipici e vino per tutti. Per il carnevale le donne preparano le "sevade" col formaggio fresco: si impasta la farina, la si lavora bene col mattarello, si fa la sfoglia e in mezzo si mette il formaggio, quindi si friggono con l'olio. Si preparano anche "sas orulettes", "sas càttasa" e "sas casadinasa".










Carnevale Sos Tumbarinos


Località: Gavoi (NU)



Periodo: CarnevaleData: domenica e martedì di carnevale

Contatti
tel: 0784 53389
Google Map

Descrizione

A Gavoi il Carnevale si differenzia dagli altri della Barbagia, in una variante chiassosa e allegra. Il giovedì grasso (Zobia Lardazzola perché tipicamente venivano cucinate le fave con il lardo) ha luogo “Sa sortilla de sos tumbarinos”: da tutti i rioni una folla di suonatori che indossano il costume di velluto, un paio di scarpe chiamate “sos husinzos” e “sos cambales” si riversano nella piazza della parrocchiale, da dove prenderà il via il corteo che accompagna il Carnevale che sta per morire (Zizzarrone) che percorrerà tutte le vie del paese, e al ritmo del ballo sardo i suonatori percuotono all’unisono una marea di tamburi (“su tumbarinu”, strumento tipicamente gavoese, fatto di pelle di capra e costruito interamente a mano). La festa prosegue fino a notte fonda, passando di casa in casa chiedendo l’invito, ovvero offerte in cibo. Tradizionalmente chi vede arrivare il corteo dice: “Suni harribande sos de su harrasehàre, itte l’amus a dare, itte l’amus a dare a su harrasehàre…” (stanno arrivando quelli del carnevale, cosa gli daremo, cosa gli daremo a quelli del carnevale) e il corteo risponde: “Lardu sartizza e pane…e binu po imbriagare…” (lardo salsiccia e pane… e vino per ubriacarci…). Zizzarrone continuerà a girare lungo le vie del paese per tutto il carnevale, accompagnato da vino rosso e dolci tipici, per finire condannato al rogo la sera o anche la notte tra martedì e “su merhulis de lessia” (il mercoledì delle Ceneri); talvolta vengono dati alle fiamme anche altri due fantocci: Mariarosa (sua moglie) e suo figlio Marieddu. I residui inceneriti del falò vengono utilizzati dai giovani (sos intinghidores), per fare croci sulla fronte dei malcapitati che passano in piazza. L’origine della tradizione è sconosciuta, ma si suppone rappresenti ciò che resta di un antico rito crudele, che prevedeva offerte sacrificali per domandare alla natura di ridestarsi dopo l’inverno. Il Dio pagano per cui si svolgeva il rituale non poteva essere che Dionisio, misteriosa divinità legata alla fertilità che doveva morire per poi rinascere dopo il riposo invernale.










Carrasciali Timpiesu


Località: Tempio Pausania (OT)



Periodo: CarnevaleData: giovedì, domenica e martedì di carnevale

Contatti
tel: 079 679999-079 631273 (Pro Loco)
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Descrizione

Presenta le caratteristiche del carnevale viareggino con sfilate in maschera di gruppi e carri allegorici e rappresentazioni varie, dove ha trovato inserimento il tradizionale personaggio Re Giorgio con la sua corte e gli ambasciatori, tra queste il matrimonio tra Mannena (la popolana) e Re Giorgio (re del Carnevale) che viene poi condotto al rogo. Fanno da contorno a queste manifestazioni, per tutta la durata della "6 giorni" di carnevale, balli, veglioni, originali concorsi e fuochi d'artificio, mentre in piazza si distribuiscono frittelle e abbondante moscato di Gallura.










Sa Carrela 'e Nanti


Località: Santu Lussurgiu (OR)



Periodo: CarnevaleData: domenica-martedì di carnevale

Contatti
tel: 0783 55191-0783 552039
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Descrizione

Manifestazione folcloristica che ha luogo gli ultimi giorni di carnevale coinvolgendo tutta la cittadinanza. Si tratta di una spericolata corsa a cavallo che diventa momento d'aggregazione e di festa, uno spettacolo per intenditori e appassionati di equitazione che sanno cogliere le capacità acrobatiche dei cavalieri. La corsa non è collegata a riti ancestrali o propiziatori, come succedeva in passato quando il lunedì si correva "sa pudda" (il corridore doveva colpire una gallina appesa ad una corda con un bastone d'oliva). Alcuni elementi particolari contraddistinguono "Sa carrela 'e nanti", tra questi la posizione in sella, rigorosamente verticale, e l'abbigliamento del cavaliere, una tenuta che può essere ricca di colori oppure riconducibile al tradizionale costume del paese. Il cavaliere deve assolutamente essere mascherato, anche con un costume improvvisato, ma mascherato: alla confezione della maschera in genere si dedicano le donne di famiglia, madri, sorelle, fidanzate, mentre è responsabilità del cavaliere provvedere alla preparazione del cavallo. Le scorribande si svolgono all'interno del paese nel rione Biadorru (via del ritorno) lungo la via Sa carrela 'e nanti (la strada di davanti), una strada in lieve discesa fra le case. Si possono avere "sas carrelas a sa sola" (corse da solo) o "a parezza" (a pariglia), quest'ultime sicuramente più spettacolari, arrivando a coinvolgere sino a quattro cavalieri contemporaneamente. La festa ha il suo culmine la sera del martedì quando, tra cavalieri in piedi sui cavalli in corsa e bambini che li imitano su più mansueti asini, si riuniscono tutti nella piazzetta S. Sebastiano per assistere ad una simbolica premiazione a base di campanelle, briglie e speroni.










Sa Sartiglia


Località: Oristano (OR)



Periodo: CarnevaleData: domenica e martedì di carnevale

Contatti
tel: 0783 36831
I camping a Oristano (OR)Google Map

Descrizione

Si tratta di una coloratissima giostra equestre durante la quale dei cavalieri lanciati al galoppo devono infilare con la spada o con lo stocco una stella forata sospesa su percorso. Il tutto è accompagnato da un singolare cerimoniale legato al protagonista assoluto della manifestazione, una figura enigmatica e affascinante: Su Componidori, il vero re della Sartiglia, che la apre con un triplice saluto e la conclude con un rito propiziatorio. Lo svolgimento si può dividere in tre fasi salienti: 1) La Vestizione - 2) Il Corteo - 3) Il Torneo. La Vestizione Al mattino in Piazza Eleonora agli squilli di tromba e al rullare dei tamburi fa seguito l’annuncio di inizio in lingua spagnola. La Vestizione vera e propria comincia intorno alle 12, talvolta a casa del Presidente del Gremio che organizza (domenica spetta a quello dei contadini e il martedì a quello dei falegnami), altre volte in luoghi più o meno sacri scelti dallo stesso Gremio. Su Componidori è seduto, immobile, su uno scanno poggiato su un tavolo cosparso di grano, di petali di fiori ed altri simboli di fecondità; da questo momento fino alla fine della corsa non potrà più posare piede in terra per non perdere la sacralità acquisita. Un gruppo di ragazze (“is massaieddas”), che per quella giornata devono rimanere pure, abbigliate con l’antico costume oristanese, sotto la vigile guida di un’anziana donna (“sa massaia manna”) e accompagnate dal rullio di tamburi e da squilli di trombe danno inizio alla trasformazione dell’uomo in semidio. Dopo averlo vestito con una camicia immacolata, un giubbotto e un cinturone, passano al viso. Lo incorniciano di fazzoletti, sistemano la maschera di legno bianco dai tratti femminili, fissano il velo, posano il cilindro nero e, alla fine, appuntano la camelia. Al termine della vestizione Su Componidori viene condotto in braccio nell’ingresso della casa e issato sul suo cavallo riccamente bardato; a questo punto, affiancato da altri due cavalieri (“su segundu” e “su terzu cumponis”), si appresta a benedire l’immensa folla con uno scettro composto da due mazzi di viole mammole (“sa pippia de maiu”), simbolo dell’imminente primavera, che gli viene consegnato dal Presidente del Gremio. Le ragazze, a loro volta, gli lanciano grano e fiori e la “massaia manna” lo benedice invocando per lui l’assistenza di “Santu Giuanni” (S. Giovanni) o S. Giuseppe. Il Corteo Trombettieri, tamburini, componenti del Gremio e cavalieri mascherati sfilano in corteo e dopo aver percorso alcune vie cittadine, si fermano in quella che un tempo era la piazza del palazzo dei Giudici. Il Torneo Rappresenta il fulcro di tutta la cerimonia e ha inizio nel momento in cui “Su Componidori” e “su segundu” incrociano le spade; al rullo dei tamburi egli lancia il suo cavallo in una corsa sfrenata nella pista, al fine di centrare con la sua arma il foro di una stella argentea appesa a mezza strada con un nastro verde. Questa corsa spericolata viene ripetuta solo dai cavalieri scelti da Su Componidori e lo spettacolo ha termine con la prova dello “stocco” (asta di legno) riservata esclusivamente a Su Componidori e a su segundu. La Sartiglia termina, su decisione insindacabile del Componidori, nel momento in cui egli si lancia al galoppo e benedice la folla con il mazzo di violette. Folla e corteo si portano quindi fuori dalle antiche mura passando da Porta Manna, fino a Via Mazzini. Qui, fino a sera inoltrata, si corrono le spericolate corse in pariglia, gruppi di due o tre cavalieri che realizzano acrobazie sui cavalli in corsa, nel tentativo di superarsi, esprimendo grandi doti di destrezza e di coraggio. Per i suoi contenuti allegorici il carnevale di Oristano è certamente fra i più interessanti che si svolgano in Italia. L’insieme delle ritualità che lo caratterizzano richiama una precisa funzione emblematica: il Componidori è investito di una dignità speciale, quasi sovrumana, viene infatti servito dalle vergini e onorato da tutti come fosse una divinità; il non toccare terra e la sua enigmatica androginia lo rendono fuori dal comune. Eletto fra molti, egli rappresenta l’intera comunità per tutta la durata della festa, e la sua prova è decisiva perché il compito affidatogli è quello di decidere della prosperità collettiva.










Sartill’e Canna


Località: Oristano (OR)



Periodo: CarnevaleData: penultima domenica di carnevale

Contatti
tel: 0783 7911
I camping a Oristano (OR)Google Map

Descrizione

Singolare manifestazione che per tradizione consolidata si tiene nell’antico borgo di “Su Brugu”. Protagonisti sono i bambini e le bambine sino ai 12 anni che, cavalcando cavallini di canna, ripropongono i momenti delle gesta della Sartiglia, cercando di centrare una stella che pende al centro della piazza, servendosi di una spada fatta dello stesso materiale.










Sas Pariglias Bonorvesas


Località: Bonorva (SS)



Periodo: CarnevaleData: giovedì-martedì di carnevale

Contatti
tel: 079 867894
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Descrizione

Nell'ambito degli eventi carnevaleschi si svolgono "Sas Pariglias Bonorvesas" (le pariglie bonorvesi). A dare il via è "S'Asone 'carrasegare" (anticamente s'asone era il responsabile dei cavalli durante la trebbiatura): un ruolo di grande importanza e responsabilità conferito dal sindaco con una cerimonia solenne e con la consegna della spada, simbolo del comando, che gli attribuisce l'onore e la responsabilità di guidare cavalli e cavalieri.$Al termine delle pariglie, la spada dovrà essere riconsegnata al primo cittadino, che avrà il compito di conservarla fino al prossimo anno.$La manifestazione bonorvese prevede la corsa alla stella ed altre pariglie.










Su Carruzu a s'Antiga


Località: Ghilarza (OR)



Periodo: CarnevaleData: domenica e martedì di carnevale

Contatti
tel: 0785 565023
Google Map

Descrizione

La domenica di carnevale si rinnova questa antica usanza che vede sfilare, tra le vie del centro storico, un corteo composto esclusivamente da maschere che indossano i costumi della tradizione carnevalesca ghilarzese, con soste nelle piazze per coinvolgere la popolazione in danze tradizionali. L'antica mascherata di Ghilarza si collega ai caratteritici riti seguiti per cacciare le ombre dei morti. Gruppi di giovani, mascherati con lenzuola bianche (il bianco, colore dei fantasmi, domina anche nelle scarpe e nei guanti), vanno di casa in casa per ricevere i dolci tipici di carnevale. Questi gruppi sono inseguiti dai "burrones": uomini e donne che indossano abiti strappati e hanno il viso unto di grasso. I "burrones" portano in mano una chiave che, battuta sopra grandi padelle, produce un suono violento capace di allontanare gli spettri. Il tutto si chiude con la Corsa della galline: i cavalieri devono riuscire almeno a toccare alcune galline appese ai bordi della pista.